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Elena Travaini: “Al Concorso Expression sarò una giudice severa”

“Nel mio ruolo di giudice ciò che valuterò sarà la visione di insieme, ovvero il messaggio che riuscirò a percepire a livello emozionale; il mio compagno Anthony, invece, terrà conto dell’aspetto della tecnica. Il voto finale sarà la sintesi di questi due giudizi: la vittoria della competizione verrà infatti assegnata a chi dimostrerà di avere una marcia in più e, oltre a mostrare una tecnica eccezionale, riuscirà ad instaurare un certo feeling con il pubblico”. Per Elena Travaini, ballerina professionista ipovedente dalla tenera età e ideatrice insieme a Anthony Carollo del progetto Blindly Dancing (vedi qui la news), è un vero onore essere giudice all’Expression Dance Competition di IDA, soprattutto in una categoria come quella dedicata ai diversamente abili, introdotta per la prima volta quest’anno come novità assoluta della quindicesima edizione di uno dei concorso tra i più importanti in Europa. “Come concorrente non ho mai voluto gareggiare in categorie speciali”, spiega Elena pur ammettendo che ci sono disabilità tali da non permettere questa opportunità: “So bene che ci sono invalidità, come quelle motorie, che non consentono di gareggiare alla pari dei cosiddetti ‘normodotati’. È proprio per questo che sono davvero entusiasta di rappresentare questa categoria in un contesto tanto prestigioso e autorevole, in grado di dare dignità ai disabili senza inutili pietismi. Da loro mi aspetto un grande impegno nell’affrontare questa sfida; da parte mia, invece, sarò ‘giusta e severa’, valutando senza sconti gli stessi parametri giudicati in tutte le altre competizioni di danza”.

L’idea di abbattere le differenze nella danza è alla base del progetto Blindly Dancing, che dal 2013 ad oggi ha già fatto ‘ballare al buio’ oltre 120.000 persone: “L’intenzione - spiega Elena – è far comprendere a chi lo prova che non esiste l’abile o il disabile; ognuno di noi ha delle capacità peculiari che non ci devono impedire di fare o non fare qualcosa ma, semplicemente, di farla a modo proprio”.

“Per me la danza è vita e la mia vita è la danza”, risponde sicura la ballerina alla nostra domanda e aggiunge: “Grazie al progetto Blindly Dancing, che negli anni ho potuto sperimentare in diversi contesti, ho constatato come la danza sia una terapia per chiunque, che aiuta a superare le proprie paure e a lavorare su se stessi. La produzione di endorfina conseguente al ballo ha tanti vantaggi: è un ottimo antistress e fa ‘sentire liberi’. Inoltre la danza è di per sé un mezzo di aggregazione, utile sostegno per quanti coloro hanno difficoltà relazionali. Proprio in questo senso – conclude la giovane ballerina e mamma – l’aspetto più bello di questa competizione, oserei dire il suo vero valore aggiunto, è che è aperta a qualsiasi tipo di disabilità, fisica e/o mentale”.

Oltre ad essere giudici al Concorso Expression nella categoria ‘Danza Inclusiva’, Elena Travaini e il compagno Anthony Carollo daranno saggio del proprio talento grazie ad una performance sul palco Expression nel pomeriggio del sabato. Non solo, a DanzaInFiera, cornice della competizione targata IDA, i due ballerini saranno presenti anche nella giornata del venerdì per una lezione di Blindly Dancing e una chiacchierata con la stampa e il pubblico.

 

 

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